Prima volta

Pattinare su ghiaccio

C’è sempre una prima volta per tutto.
Lo so che ho una certa età e quindi è difficile che ci siano tante prime volte adesso, ma lo scorso fine settimana sono riuscito a fare una cosa che desideravo da tanto tempo.
Sono riuscito a pattinare su ghiaccio e non sono nemmeno dovuto andare troppo lontano.
Praticamente sul posto di lavoro.
Sabato mattina prima di iniziare il rilassante lavoro del we ho deciso di provare la pista.
Proprio il primo giorno, anche se non sono stato il primo a mettere il pattino sul ghiaccio ma quasi.
Veramente una bella soddisfazione.
Da piccolo mi ricordo che ho pattinato con i pattini a rotelle, quelli con quattro ruote, e non ero nemmeno bravo.
Per fortuna la pista è grande e c’erano giusto un paio di persone.
Come in piscina, quando uno non sa nuotare rimane vicino al bordo. Così io ho iniziato rimanendo vicino alla ringhiera che delimita la pista.
Poi piano piano ho osato un po’ di più e d ho iniziato a percorrere i bordi. Non mi sono spinto troppo al centro ma sono sempre stato vicino ad un appoggio.
Alla fine ho fatto una sudata mostruosa ma sono riuscito a non cadere.
Praticamente un grande traguardo.
Non è detto che non ci riprovi.

Fumetti

Don Zauker TS

donzauker.jpgFinalmente dopo tanto sono riuscito nell’intento di vedere il Don Zauker TS.
Ogni volta ero sempre distante.
Leggo il Vernacoliere da tantissimi anni, ho comprato “Don Zauker Santo Subito”, ovviamente vergato, anche se non sono riuscito ad andare a Lucca e leggo sempre il loro blog.
E’ sicuramente un’esperienza da fare.
Sono riuscito ad uscire prima da lavoro.
Dopo tutto dovevo fare un bel po’ di strada, circa un’ora, e sono arrivato anche in anticipo.
Il luogo, un centro sociale, adattissimo.
Offerta per lo spettacolo Due Euri.
Circa novanta minuti di spasso.
I paguri hanno aperto ricordando che non sono comici e cabarettisti, e si vede, ma la loro spontaneità non e soprattutto la loro livornesità compensa tutte le mancanze sceniche.
Finalmente una serata all’insegna dell’allegria.
Ne avevo bisogno.
Se potete andate a vederlo.

Libri

Tutte le battaglie di Grillo


grillo.jpgFinalmente ho finito anche questo libro.

Da parecchio leggo quasi quotidianamente il blog.

Ma il libro riporta tutto quello scritto nel 2006, quando ancora non lo leggevo.

Interessante.

Forse in alcuni punti non sono pienamente d’accordo, ma nel complesso sposo le sue idee.

Sarei stato contento se fosse stato tra i candidati delle primarie, ma va bene anche così.

E’ una voce fuori dal coro e un tipo d’informazione che esce dai soliti canali giornalistici.

Praticamente scrive un articolo al giorno, anche se spesso riporta lettere di altre persone.

Ma l’attenzione per l’ambiente e le critiche agli sprechi, soprattutto politici, sono interessanti.

Per avere una informazione più completa ed avere altri punti di vista è una lettura necessaria.

Speriamo che anche grazie a lui qualcosa possa cambiare, perché in questo periodo non è certo tutto rose e fiori.

Viaggi, Lavoro

La bellezza del navigatore

tom-tom-one.pngDa quando ho il navigatore in macchina non mi preoccupo più di cercare informazioni sul percorso e sul luogo di destinazione.

Non mi preoccupo nemmeno della batteria scarica, tanto lo posso ricaricare mentre guido.

Avendo lavorato per diversi mesi a Roma, l’alternativa era di viaggiare e perdersi o non viaggiare.

Così ho scelto di acquistare la mia guida stradale.

Devo dire che sono soddisfatto.

Nonostante ha bisogno d’aggiornamenti e spesso non vede le rotonde ed alcune volte, secondo lui, mi ritrovo in mezzo al nulla perché la strada è recente, per il resto ha sempre svolto egregiamente il suo lavoro.

Ma esiste sempre l’eccezione.

La scorsa settimana sono dovuto andare a Ferrara. Ogni tanto mi capita di spostarmi per lavoro.

Conosco la strada e non ho più bisogno di consigli. Ma nel momento in cui la strada è interrotta e c’è una deviazione forzata nasce il problema. Soprattutto se ad essere bloccata è l’uscita di una superstrada e l’uscita successiva è diversi chilometri più avanti.

Poco male, uno si ferma in una piazzola, tira fuori il fido navigatore e si affida a lui.

Le prime volte che sono andato a Ferrara è stato il mio fido compagno a portarmi a destinazione e quindi conosce la meta.

Il viaggio si allunga, ma visto che sono partito presto non mi preoccupo dell’orario di arrivo, anche se avrei preferito evitare la deviazione.

Le indicazioni stradali mi confermano che il navigatore sta facendo un buon lavoro e mi sta portando nella direzione giusta.

Poi sullo schermo arriva finalmente il disegno dell’arrivo.

La meta è sempre più vicina, anche se non vedo niente di familiare, ma del resto non sono poi così pratico della zona.

Adesso il percorso è ridotto, mancano solo pochi metri ma non vedo la sede di lavoro.

Secondo il navigatore l’arrivo è praticamente in mezzo ad una rotonda.

Non potendomi fermare, percorro il mezzo cerchio e continuo nella direzione precedente.

Questo è uno di quei momenti in cui sono in mezzo al nulla.

In tutti i sensi.

Per il navigatore la strada non esiste.

Sono in aperta campagna e non vedo nessuna indicazione.

Reimposto lo strumento. Niente di nuovo. Per lui devo andare al centro della rotonda.

Forse c’è un portale o uno stargate che mi porterà a destinazione? Meglio non rischiare e stare sulla carreggiata.

Preferisco reimpostare la meta inserendo l’indirizzo e il numero civico, invece di utilizzare i punti di interesse.

Secondo il mio fedele compagno elettronico il numero è inesistente.

Ne inserisco un altro e parto.

Continuo a seguire le indicazioni, anche se la mia fiducia verso la tecnologia inizia a vacillare.

Continuo lungo la strada alberata senza vedere niente all’orizzonte.

Poi alla fine mi appare, solo che ovviamente sono arrivato dalla parte opposta da cui arrivo di solito.

Forse qualcuno ha bisogno di un corso di aggiornamento?

Televisione

Harper’s Island

harper-island.jpgIeri sera sono riuscito a vedere la fine della serie.

Finalmente qualcosa che inizia e finisce e non ci sarà un seguito.

Cosa rara in questo periodo.

Un giallo senza senso.

Vengono uccise una marea di persone che sono in questa isola, dove ad un certo punto non funziona più niente. La luce, i telefoni, i cellulari.

Le poche radio vengono distrutte, e le barche non ci sono (ma siamo su un isola?).

Ovviamente i pochi poliziotti vengono uccisi.

All’inizio sembra un’isola piccola, ma con i suoi abitanti.

Poi diventa un’isola disabitata.

Gli abitanti, praticamente, scompaiono.

I protagonisti corrono in lungo e largo senza incontrare nessuno.

Nel corso della serie quasi tutti sono sospettati, ed ovviamente anche il colpevole per un attimo è un possibile omicida.

Poi pian piano, muoiono tutti o quasi. Sino ad arrivare alla fine dove si svela il futile motivo, le improbabili coincidenze di parentele, adozioni, morti presunte, e la vera ragione che ha causato questo massacro.

Piccolo particolare televisivo. Come spesso accade, ultimamente, il giorno di messa in onda del programma è stata spostato ed alla fine hanno trasmesso più puntate insieme facendo finire il tutto ad un orario imprecisato.

Forse ho iniziato a guardarlo solo perché era dopo “NCIS” e poi alla fine ho voluto caparbiamente sapere chi era il colpevole.

Ancora non sono sicuro di aver fatto la scelta giusta.

Zingarata, Viaggi, Amici

Quanto dista Trieste?

Alla fine di ottobre abbiamo fatto una zingarata.
Sullo spunto di Amici Miei, ogni tanto decidiamo di trovarci e partire.
Ovviamente senza meta.
Allo zingaro quando gli gira gira.
Ci troviamo in un posto e partiamo.
Questa volta ci saremmo dovuti trovare a casa mia, anche se poi l’appuntamento vero dove ci siamo visti tutti è stato fuori da un casello autostradale.
Eravamo in sei e siamo riusciti ad andare tutti con una macchina.
Qualche minuto per decidere la destinazione e via in strada.
Avendo solo due giorni non potevamo andare troppo lontano, e così ci siamo diretti verso la Slovenia.
Abbiamo trovato un albergo e poi via ad esplorare la città.
Aperitivo, cena, discoteca, kebab e letto.
Poi la mattina seguente con molta calma ci siamo fermati a fare colazione.
Tutti intorno ad un tavolo dovevamo decidere il percorso della giornata.
L’idea principale era un giorno alle terme. L’età e soprattutto la stanchezza invogliava ad un pomeriggio di tutto riposo.
Prima però dovevamo decidere dove pranzare.
La proposta di tornare verso la madre patria viene condivisa e decidiamo di pranzare a Trieste.
Quanto è lontana? Circa 100 chilometri.
Allora tranquilli, ci arriviamo in un’ora, dice qualcuno.
La previsione di sederci verso 13 ad un bel ristornatine ci spinge ad alzarci e partire.
Siamo bravi e non corriamo, anche perché i limiti di velocità sono inferiori rispetto alle nostre autostrade.
Qualcuno parla di ristorante sul porto e pregusta spaghetti allo scoglio, anche se nessuno conosce bene la città o comunque c’è stato solo di passaggio.
Lavori in corso ci portano fuori dall’autostrada e ci portano a percorrere vie interne.
Il viaggio si allunga oltre il previsto.
Vediamo un ristorantino lungo la via e proviamo a fermarci. Purtroppo l’attesa è troppo lunga e ripartiamo sicuri che sul nostro percorso troveremo dove rifocillarci.
Dopo poco vediamo un cartello che indica che l’Italia è a pochi chilometri e così anche se l’ora di pranzo incombe decidiamo di proseguire.
Arriviamo nell’amata patria ed allora iniziamo a telefonare per cercare un locale tipico dove poter soddisfare il nostro appetito.
Abbiamo il navigatore e dal telefono arrivano indicazioni confortanti. Sembra che ci siano milioni di ristoranti che aspettano solo noi.
Intanto il tempo passa e non troviamo niente.
Sono quasi le due e quindi decidiamo di andare nel primo posto. La paura è quella di trovare le cucine chiuse.
Arriviamo alla meta e parcheggiamo la macchina.
Entriamo e ci comunicano che possono offrirci solo pizza.
Non sia mai detto che andiamo Trieste e ci mangiamo una pizza.
Qualcuno scorge un altro ristorante poco lontano e ci incamminiamo. Abbiamo fame e non vogliamo riprendere la macchina.
E’ tardi ma nonostante l’orario qui sono in grado di servirci un pasto completo.
La storia si ripete.
L’ultima volta che sono andato a Venezia, sempre per l’orario, abbiamo mangiato in una pizzeria di Nordafricani.
Questa volta a Trieste ci siamo accontentati di un ristorante napoletano.
Cucina tipica, ma non proprio del luogo.

Libri

Se una notte d’inverno un viaggiatore

se-una-notte.jpgAnche questa volta come era successo per il film Memento avevo avuto due consigli su questo libro.
Anni addietro avevo sentito parlare di questo libro da un amico che mi aveva descritto questa opera come un esperimento dell’autore di proporre tutto in seconda persona.
Poi girovagando per librerie avevo letto qualcosa su un libro di Calvino (anche se non sono convinto che fosse questo).
Per finire qualche mese fa un altro amico l’aveva scritto nella lista di libri da leggere.
Ho seguito l’ultimo consiglio e mi sono deciso a prendere il tomo, anche se non sapevo che gli indizi precedenti riportavano tutti alla stessa opera.
Sono stato contento.
L’ho letto in parecchio tempo e quindi ho perso qualcosa lungo la strada.
Leggendo tutto velocemente, la memoria ti aiuta a gustarti maggiormente i particolari e la trama. Nel lungo periodo qualcosa la puoi perdere lungo il percorso.
Ma nonostante i piccoli problemi descritti sono appagato da questa lettura.
L’inizio di un libro deve essere avvincente, deve incuriosirti, deve spingerti a proseguire. Le prime righe devono dirti quello che succederà, informarti su quello che ti aspetta e invogliarti ad arrivare fino alla fine.
Poi la bravura dello scrittore si rivela nella parte centrale che deve mantenere le aspettative.
Questo libro è diverso.
E’ un continuo inizio.
Molto interessante perché esce dai soliti schemi.
L’unico consiglio che posso dare è leggerlo.

Compagnie Telefoniche

Fattura On Line

Stanco di ricevere la solita bolletta cartacea del cellulare, che arrivava sempre con largo ritardo e sempre molto dopo che la banca mi visualizzasse il pagamento, ho deciso di chiedere la fattura on line.
Mi sembra più veloce e poi volendo uno può consultarla e non stamparla, rispettiamo l’ambiente. Senza contare che non ci dovrebbero più essere le spese di spedizioni, perché il servizio è gratuito.
Così, contento, attendo l’arrivo della mia bolletta.
Di solito arrivava intorno al 10 del mese e non vedendo niente inizio a vedere sul sito.
La fattura non c’è, ma ci sono archiviate tutte le vecchie bollette.
Poco male aspetto.
Passano i giorni e non succede niente, nemmeno il pagamento automatico.
Controllo tutti i giorni la posta, ma non ci sono novità.
Poi un giorno finalmente il sito me la visualizza.
Contento cerco di scaricarla. L’impresa non è facile, perché la connessione spesso salta e spesso la pagina non è disponibile. Ma dopo vari tentativi riesco a prendere il mio documento in formato pdf.
Molto soddisfatto vado a leggere il documento.
Di solito la bolletta cartacea ha sei pagine. C’è scritto di tutto e di più ed è veramente ridondante, mentre invece il foglio elettronico mi riporta solo una pagina, anche se noto con stupore che si tratta di una pagina a caso delle sei solite.
Non è la prima e non è l’ultima e quindi serve a poco o a niente. E’ una pagina dove c’è scritto il totale da pagare.
Controllo nuovamente la mail, ma non ci sono messaggi, o meglio, la compagnia conosce il mio indirizzo perché continua a spedirmi mail ma solo pubblicitarie.
Controllo le vecchie bollette e niente cambia, anche scaricando gli altri file ho solo informazioni parziali.
Ho deciso di attendere qualche giorno, nella speranza che il documento arrivi via mail poi proverò a chiedere informazioni.
Speriamo che arrivi tutto per mail perché altrimenti ho paura che mi perderò nei meandri dei messaggi registrati dove devi digitare un numero per le tue esigenze, che puntualmente non esiste.

Libro, Libri

Finito!

Finalmente ho terminato di scrivere il mio primo libro.
E’ tutto riportato sul blog.
Nella pagina dedicata, in alto a destra, ci sono tutti i link per poterlo leggere in sequenza.
E’ stato più di un parto.
Avevo mille idee e volevo farlo più lungo, ma poi alla fine mi sono stancato.
Il libro c’è tutto, ma non è venuto come volevo.
L’idea mi piace e se fossi stato uno scrittore avrei potuto renderla migliore.
Rileggendolo mi stupisco di come posso aver scritto alcuni punti di cui vado fiero, ma nel complesso non sono pienamente soddisfatto.
Poco importa è il primo tentativo e sono contento  di me stesso.
Ero convinto che sarebbe stato più facile.
Ma non mi do per vinto.
Ho già in mente l’idea per un nuovo progetto.
Il titolo c’è già: “La piramide rovesciata”.
Come sempre l’idea mi viene leggendo altri libri e guardando film e telefilm.
Come ispirazione potrei citare i film: Commando, I soliti sospetti, Il principe cerca moglie, Magnolia e tanto altro ancora.
Quando e se lo scriverò, alcune scene, alcune parti di trama, alcune battute, potrebbero risultare simili ma l’idea come sempre mi sembra originale.
Alla base c’è un po’ di marketing e di statistica con le sue probabilità.
L’idea è già in testa ma riuscire a realizzarla o pensare di stimare delle tempistiche lo escludo.
Ho già in mente un buon inizio ma poi devo scrivere tutto il resto.
Solo il pensiero di ripartire da zero e scrivere qualcosa di nuovo mi esalta, speriamo che il tempo e l’entusiasmo iniziale mi portino a compimento dell’idea che mi ronza in testa.

Televisione

Sandokan

Questa sera sono tornato stanco e tardi dal lavoro. E questa non è una è una novità.
Poi visto che ero da solo, ho dovuto preparami cena.
Mentre ero li che cucinavo cercavo qualcosa da vedere in tv.
Come sempre niente di niente.
Striscia la notizia, la partita della nazionale, che oltre tutto sta perdendo da una squadretta, tipo Cipro.
Finisco di preparare l’insalatona che è solo il condimento delle mie polpette saporite e inizio a fare zapping.
Finisco su una rete locale e qualcosa mi attrae.
Non capisco perché ma rimango ipnotizzato.
Poi vedo Adolfo Celi, l’indimenticabile Professor Sassaroli, ma il film non è “Amici Miei” e si vede che è datato.
Poi capisco tutto è Sandokan.
Consumo la mia cena inebetito dalla bellezza di un prodotto che ha più di 30 anni.
Alla prima pubblicità lavo i piatti e poi con mala voglia quando arriva Kabir Bedi decido che posso andarmene.
Se qualche Tv locale continua a trasmetterlo significa che la Tigre è ancora viva.

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