Radio

Radio

autoradio.jpgHo riscoperto la bellezza della radio.
In questo ultimo periodo mi capita di viaggiare spesso in macchina e quindi ho preso l’abitudine di ascoltare qualcosa in diretta invece che i soliti cd che mi porto dietro.

Da prima lo facevo solo per i viaggi più lunghi.
Adesso invece accendo la radio anche quando vado a lavoro e ci impiego una decina di minuti.
Per finire ho scoperto la possibilità di riascoltare alcune trasmissioni attraverso il podcast e internet.
In alcuni giorni il lavoro è più tranquillo, mi trovo da solo in ufficio e mi capita di stare parecchie ore ad inserire dei dati.
Così quello diventa un buon momento per ascoltare alcune trasmissioni, magari anche quelle di tutta la settimana.
Quando viaggiavo, quasi sempre in autostrada, ascoltavo Isoradio, sulla frequenza 103,3, che è la stessa in tutta Italia, o quasi.
Il motivo ovvio è che danno spessissimo le informazioni sulla viabilità e quindi diventa una radio di servizio.

Adesso invece mi sono affezionato a Radio2 e a molti dei sui programmi così ascolto quasi sempre quella.

Qualche giorno addietro dopo che ho parcheggiato la macchina, ho addirittura acceso la radio anche a casa per finire di ascoltare il programma che stavo seguendo, ed era una cosa che non mi capitava da anni.

Televisione

Ghigliottina - Eredità

Ho scoperto che Carlo Conti non conduce il programma dal lunedì al sabato, che ho sempre registrato nella parte finale, ma c’è anche la domenica.

Quante parole mi sarò perso?

Freddure, Televisione

Domande su Scrubs

ryan_reynolds_deadpool.jpgMa se il Dott. Cox odia tanto Wolverine e Hugh Jackman, non dovrebbe odiare anche Deadpool?
Dopo tutto è stato Ryan Reynolds a svelargli che lui è il padre del bambino che ha con Jordan.
O sbaglio?

Libri

Dolores Claibourne

dolores.jpgEbbene si, ho letto un altro libro di Stephen King.
Un grande monologo.
Tutto il libro non è che la stesura di un racconto.
Una grande confessione.
La protagonista è davanti alle autorità e descrive quello che è accaduto.
Come si è trovata a fare quello che ha fatto e a confessare il suo delitto, che forse non è quello per cui è accusata.
Come quasi tutti i libri, anche questo ha visto la sua trasposizione cinematografica.
Anche se il film si intitola “L’ultima eclissi” con una grande Kathy Bates, già protagonista di un altro capolavoro, sempre tratto dallo stesso autore che è “Misery non deve morire”.

Il libro mi ricorda vagamente “Il gioco di Gerald”.
Nel senso che in quel caso c’è, praticamente per tutto il tempo, una sola protagonista che racconta la sua insolita avventura da sola in una situazione veramente inusuale.
Mentre in questo caso c’è la protagonista che racconta la sua storia senza che nessuno parli.
Gli altri parlano solo attraverso il suo racconto, ma mai direttamente.

La mia grande fortuna è stata quella di non ricordarmi assolutamente il film, e quindi ho potuto apprezzare il libro senza problemi, anche se ovviamente non mi potevo aspettare colpi di scena.

Stephen King è sempre una sicurezza.
Si conosce in anticipo la qualità dell’opera.

Internet, Televisione

Paradox

bbc-paradox.jpgIl tempo scorre, mancano solo poche ore. Ecco a voi Paradox, la nuova serie targata BBC, 5 episodi che paradossalmente potrete vedere prima che vadano in onda.

Questo è quello che mi è capito di leggere girando in internet.

Quando si dice un paradosso.

Una miniserie sui paradossi temporali, della BBC, quindi inglese.

Ambientata non nella solita Londra ma a Manchester.

Un qualcosa di originale e non americano.

Lo stile inglese di solito è meno patinato, più essenziale e spesso più originale.

Life on Mars, la serie originale inglese, mi era piaciuta anche e soprattutto per i motivi sopra scritti.

Il pianeta si sta rimpicciolendo. Le distanze si stanno riducendo, le informazioni arrivano quasi in tempo reale da tutto il mondo e le trasmissioni televisive non potevano fare eccezione.

Se uno ha voglia di ascoltare la tv in lingua originale, magari supportato dai sottotitoli è possibile vedere in anticipo anche serie che nel nostro paese arriverebbero con anni di distanza.

Tutto questo può sembrare un paradosso, quindi motivo in più per apprezzare PARADOX.

Varie

E’ tornato il raffreddore

E’ vero che è inverno.

E’ vero che mi capita spesso.

E’ vero che fa un freddo polare ed ha pure nevicato.

Ma è anche vero che quando sono andato a vedere Avatar faceva talmente freddo che sono stato tutto il tempo con il cappotto.

Film

Avatar

locandina-avatar.jpgLa curiosità mi ha spinto ad andare a vedere il film più costoso della storia del cinema.

Dopo “Titanic” anche questo.

Il primo l’ho visto dopo parecchi giorni e lunghe file, perché era sempre pieno zipillo, e soprattutto perché era nell’allora sala più grande d’Italia a Melzo (MI).

L’accoppiata si sposava bene. Un film con effetti speciali in un cinema da affetti speciali.

Quando ancora il cinema era una grande stanza piana con tante sedie e un grosso schermo, la multisala a Melzo era una immensa sala con le poltrone grandi e comode, con lo spazio per poggiare la bibita e la sala fatta a scalini, così che non avevi nessuno davanti a te, ma molto sotto e quindi non poteva ostruirti la visuale. Inoltre i posti erano numerati, li potevi scegliere quando acquistavi il biglietto e c’era una persona che ti accompagnava fino alla tua postazione.

Per finire lo schermo è gigantesco e il sistema audio era il THX che per quei tempi era innovativo.

Rimasi molto contento del cinema e molto deluso dal film.

Questa volta sono voluto andare a vedere l’ultimo film di James Cameron che con il suo “Avatar” ha già incassato più di quello che aveva incassato con l’allora “Titanic” che aveva stabilito un record.

Ho voluto vedere il film per il semplice motivo che era in 3D e ancora non avevo visto questo effetto.

Anche questa volta ho dovuto impiegare tre giorni perché nel fine settimana era tutto esaurito e quindi sono riuscito ad andare solo il lunedì, trascinando contro voglia la mia dolce metà.

I presupposti c’erano tutti.

Purtroppo questa volta mi ha deluso più la sala del film.

A distanza di più di 10 anni la sala di Melzo mi sembra molto meglio.

Ovviamente eravamo in una multisala di ultima generazione che è stata costruita e inaugurata in questo secolo, ma molto trasandata.

La trama è scontata ed è la solita americanata.

Ma gli effetti speciali mi hanno davvero colpito.

Il 3D, con gli apposti occhialetti, ti porta veramente dentro lo schermo e spesso le immagini sembrano tridimensionali ed anche se lo schermo è distante parecchi metri sembra che quello che viene proiettato sia a pochi centimetri dalla tua sedia.

Televisione

Scrubs

scrubs.jpgChe bello MTV ripropone Scrubs tutte le sere all’ora di cena.

Ben due puntate ogni giorno.

Finalmente c’è qualcosa da vedere mentre mangio.

Pranzi e cene, Casa, Cucina, Amici, Strano ma vero

Vicissitudini di Capodoglio II° parte

Cena tranquilla con i soliti amici, buon vino, bella compagnia, ed una bella serata fino alle solite ore piccole quando rientro nella mia fredda casa.
Prima di lasciarci decidiamo che il pomeriggio successivo ci troviamo a casa mia per fare i soliti giochi del periodo Natalizio.

Siamo già nel nuovo anno, le ore da piccole iniziano ad aumentare, l’alba non è ancora arrivata, non fa tanto freddo ed ha smesso di piovere.

Rientro a casa, ma questa volta ho diversi cacciaviti che dovrebbero aiutarmi per risolvere il problema.
Ne provo un paio e alla fine riesco a svitare una vite. Provo con l’altra ma è trotto difficile arrivarci e troppo stretta per muoverla. Provo ad infilarci un piccolo cacciavite che stringo con delle pinze. Sento muoversi qualcosa e sento dei rumori, che non sono quello che penso perché mi ritrovo il manico del cacciavite tra le mani.
Per fortuna riesco a muovere l’involucro e ad introdurre la mano per ripristinare la pressione.

Accendo l’interruttore e tutto si accende. I termosifoni nel giro di pochi minuti sono caldissimi e il piccolo ambiente velocemente si riscalda.

Sono troppo stanco, indosso il pigiama, mi sistemo sotto chili di coperte e mi addormento.

Dopo circa 5 ore la mattina mi sveglio nel caldo tepore della casa. Questo significa che l’impianto di riscaldamento ha fatto il suo lavoro.

La cena è stata abbondante e quindi sbocconcello qualcosa per colazione. Poi sistema la casa per il pomeriggio, allungo il tavolo, sistemo le sedie e poi esco, non prima di abbassare il riscaldamento che sta sbomballando l’ambiente.
Vado a salutare i parenti e poi pranzo da mia madre, dove riporto i cacciaviti.
Ho poca fame e sono molto stanco. Ho dormito veramente poco. Quindi mangio qualcosa e poi subito dopo pranzo torno a casa mia con l’intenzione di dormire un poco.
Saranno le 13,30 e ricevo la prima telefonata dal Bittore (che non era a cena con noi), oltre che per i consueti auguri, anche per sapere a che ora iniziano i giochi. Rispondo che prima delle 15,00 non penso che nessuno si presenterà, e lui assicura che sarà dei nostri dopo pranzo.
Arrivo a casa e mi distendo sul futon con un fumetto.
Squilla la seconda telefonata dal Roghe che dopo avere telefonato alla mia dolce metà riesce a trovarmi. Non avendo il mio cellulare aveva chiamato il Puglia, il quale gli aveva dato il numero del mio Ammmore.
Comunque ribadisco che prima delle 15,00 non penso che nessuno si presenterà.
Il clima è variabile, mi avvicino ad un termosifone e lo sento freddo. Vado al termostato e mi accorgo che l’impianto è di nuovo in avaria.
Nessun problema, ormai so fare tutto anche ad occhi chiusi e vado alla caldaia. Arrivo li davanti e mi ricordo che essendo un tipo preciso nella notte ho riavvitato tutto e la caldaia è ritornata una scatola chiusa. Rientro per prendere i cacciaviti, ma mi ricordo presto che essendo un tipo preciso li ho riportati nel luogo dove li ho presi.
Impreco mentalmente contro il cielo, penso, ma non mi do per vinto.
Prendo il resto del cacciavite rotto e provo a risolvere il problema.
L’anno inizia bene perché riesco a fare breccia ed aprire abbastanza per ripristinare la pressione.
A quel punto la caldaia riprende a funzionare.
Cerco quindi di prendermi il mio meritato riposo quando squilla il campanello.

Arriva il primo babbo con due bambine. Poi arriva un’altra coppia con un’altra bambina. Seguita da un’altra coppia senza figli. Arriva nuovamente un’altra coppia con una bambina e poi la coppia con ben tre figli. I bambini hanno età variabile da pochi mesi all’età della ragione.
Ho perso i conti e poi comunque nel pomeriggio arriva qualcun altro, tutti tranne il Bittore.
Una stanza è occupata solo per i cappotti, una stanza è occupata dai bambini e noi rimaniamo intorno al tavolo.
Riappare magicamente tutto quello che era presente alla cena e iniziamo a mangiare nuovamente.

La casa è picccola per tutta questa folla ma sono contento della folla.
Arriva l’ora di cena e dobbiamo risolvere il grande dilemma.
Ognuno a casa propria o ceniamo tutti insieme? Ovviamente la seconda è scelta ovvia.
Non sono in grado di contare tutta la tribù ma suppongo che le pentole potrebbero essere non sufficienti.
Poco male decidiamo di fare due turni, prima la prole e poi gli adulti.
Devo prendere tre pentole per scaldare la pasta necessaria per metà tribù.
Poi scolare ad intermittenza con un solo scolapasta e condire.
A questo punto ci accorgiamo che la pasta non è abbastanza per tutti, ma per fortuna c’è qualcuno che ha la pasta in macchina. I pacchi dono viveri di Natale sono sempre utili.
Dopo avere dato una pulita veloce si riparte con il secondo turno.
Il fuoco è alto sotto le piccole pentole ed inizia a serpeggiare un odore di plastica bruciata.
Niente di grave, nessun danno e riusciamo anche questa volta a cuocere tutta la pasta.
Dopo cena Parrucca esce con la domanda: “Ci sono problemi se ci fermiamo a dormire qui?”.
Per me i problemi non ci sono, il posto c’è, ma ovviamente mancano le lenzuola e le coperte.
Alla fine usciamo tutti, io compreso perché vado a salutare un gatto che è solo da un giorno e soffre di solitudine.
E di nuovo notte, sono veramente stanco e torno a casa. Lavo tutti i piatti e poi vado a letto in una casa ormai vuota ma decisamente calda.

Pranzi e cene, Casa, Amici, Strano ma vero

Vicissitudini di Capodaglio I° parte

Dopo un periodo frenetico come quello di novembre e dicembre era necessario uno svago per l’ultimo giorno dell’anno.

Tra le varie alternative c’era quella di organizzare la cena a casa mia visto che è lì vuota sola soletta.
L’idea non mi dispiaceva, visto che ancora non è capitato di sfruttarla a dovere, tranne la festa di inaugurazione che durò un paio di giorni e invitai più o meno tutte le persone che conosco.

Visto che abito fuori dalla mia città da almeno un paio d’anni l’unico problema era quello che la casa era un po’ sfornita per alcuni dettagli.

C’è tutto e ogni tanto ci sono tornato a dormire per un we e sono riuscito ad organizzare una piccola cena per tre persone.

Però nel caso in cui gli invitati superassero la dozzina i problemi sarebbero sicuramente sorti.
Il tavolo è grande, le sedie ci sono e anche i piatti e i bicchieri sono abbastanza, ma le pentole non sono sufficienti per una cena di quella portata.
C’è tutto il necessario per una cena per poche persone, ma per una moltitudine non sono attrezzato.
Il problema era facilmente aggirabile se qualcuno avesse portato le pentole necessarie.
Gli altri piccoli problemi erano che il 31 lavoravo e che nel caso in cui qualcuno volesse rimanere a dormire il futon e un bel materassone gonfiabile matrimoniale erano a disposizione, ma chiaramente senza lenzuola e coperte.
Le chiavi erano facilmente reperibili dai parenti e per dormire bastava portarsi dietro le coperte.

Dopo diverse telefonate abbiamo scelto di spostare la località della cena in un’altra casa.

Così il 31 dopo il mio bel giorno di lavoro, fortunatamente senza problemi, mi sono messo in viaggio ed in paio d’ore sono andato a casa a cambiarmi prima di iniziare l’ultima cena dell’anno.

Le ultime volte che sono andato a casa avevo trovato la sorpresa di trovare l’interruttore dell’Enel staccato, ma non quello in casa ma quello generale.
Così appena entrato in casa allungando la mano sull’interruttore questo non accendeva un bel niente.
Il problema è facilmente risolvibile basta scendere le scale e riarmare l’interruttore generale, continuando a pensare ad ogni scalino come cavolo sia possibile se niente di elettrico è collegato che questo scatti.
Con questi pensieri in testa arrivo a casa e parcheggio la macchina.
Salgo le scale, apro la porta, allungo la mano sull’interruttore e tutto si accende.
E’ una cosa normale ma per me una piacevole sorpresa.
Vado allora ad accendere la caldaia per poter fare una doccia e purtroppo mi accorgo che è in avaria.
Niente male, anche questo è un piccolo inconveniente facilmente risolvibile.
Provo a spengere e riaccendere l’interruttore della caldaia ma il problema non si risolve.
Allora vado a direttamente alla caldaia, di solito in questi casi il problema è la pressione dell’acqua.
Sta piovendo, la caldaia è fuori sul balcone ed è già buio.
Con la fioca luce della lampada riesco ad avere conferma che la pressione dell’impianto è troppo bassa per far funzionare il produttore di calore.
La caldaia è semplicemente una bella scatola con alcuni tubi che entrano ed escono un dispaly dove vedi la misurazione della pressione ed una manopola sotto dove puoi aprire l’acqua per aumentare la pressione.
Tutto molto semplice quello da fare è premere un interrutto per accendere e una manopola per la pressione.
Ovviamente la manopola non funziona. Non so cosa sia successo ma non riesco a risolvere il problema.
Rimane solo una cosa da fare, svitare due viti togliere la parte inferiore di plastica e ripristinare la pressione.
Sono stato previdente e l’ultima volta ho portato una piccola cassetta con gli attrezzi base.
Quindi prendo il cacciavite e mi appresto ad accendere il riscaldamento che potrebbe essere utile al mio rientro dalla cena.
La legge di Murphy è sempre in agguato e quindi il cacciavite non è adatto.
Non mi resta che cercare lo strumento adatto. Quindi vado a casa dei miei genitori e faccio razzia di tutti i cacciaviti che sono in casa, di qualsiasi dimensione.

Devo mantenere una promessa e vado a vedere come sta un gatto che è solo a casa, visto che la sua padrona se n’è andata fuori per un paio di giorni.

Purtroppo si è fatto tardi e quindi penso bene di andare alla cena e risolverò il problema tecnico al mio rientro.

Cena tranquilla con i soliti amici, buon vino, bella compagnia, ed una bella serata fino alle solite ore piccole quando rientro nella mia fredda casa.

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