Cena tranquilla con i soliti amici, buon vino, bella compagnia, ed una bella serata fino alle solite ore piccole quando rientro nella mia fredda casa.
Prima di lasciarci decidiamo che il pomeriggio successivo ci troviamo a casa mia per fare i soliti giochi del periodo Natalizio.
Siamo già nel nuovo anno, le ore da piccole iniziano ad aumentare, l’alba non è ancora arrivata, non fa tanto freddo ed ha smesso di piovere.
Rientro a casa, ma questa volta ho diversi cacciaviti che dovrebbero aiutarmi per risolvere il problema.
Ne provo un paio e alla fine riesco a svitare una vite. Provo con l’altra ma è trotto difficile arrivarci e troppo stretta per muoverla. Provo ad infilarci un piccolo cacciavite che stringo con delle pinze. Sento muoversi qualcosa e sento dei rumori, che non sono quello che penso perché mi ritrovo il manico del cacciavite tra le mani.
Per fortuna riesco a muovere l’involucro e ad introdurre la mano per ripristinare la pressione.
Accendo l’interruttore e tutto si accende. I termosifoni nel giro di pochi minuti sono caldissimi e il piccolo ambiente velocemente si riscalda.
Sono troppo stanco, indosso il pigiama, mi sistemo sotto chili di coperte e mi addormento.
Dopo circa 5 ore la mattina mi sveglio nel caldo tepore della casa. Questo significa che l’impianto di riscaldamento ha fatto il suo lavoro.
La cena è stata abbondante e quindi sbocconcello qualcosa per colazione. Poi sistema la casa per il pomeriggio, allungo il tavolo, sistemo le sedie e poi esco, non prima di abbassare il riscaldamento che sta sbomballando l’ambiente.
Vado a salutare i parenti e poi pranzo da mia madre, dove riporto i cacciaviti.
Ho poca fame e sono molto stanco. Ho dormito veramente poco. Quindi mangio qualcosa e poi subito dopo pranzo torno a casa mia con l’intenzione di dormire un poco.
Saranno le 13,30 e ricevo la prima telefonata dal Bittore (che non era a cena con noi), oltre che per i consueti auguri, anche per sapere a che ora iniziano i giochi. Rispondo che prima delle 15,00 non penso che nessuno si presenterà, e lui assicura che sarà dei nostri dopo pranzo.
Arrivo a casa e mi distendo sul futon con un fumetto.
Squilla la seconda telefonata dal Roghe che dopo avere telefonato alla mia dolce metà riesce a trovarmi. Non avendo il mio cellulare aveva chiamato il Puglia, il quale gli aveva dato il numero del mio Ammmore.
Comunque ribadisco che prima delle 15,00 non penso che nessuno si presenterà.
Il clima è variabile, mi avvicino ad un termosifone e lo sento freddo. Vado al termostato e mi accorgo che l’impianto è di nuovo in avaria.
Nessun problema, ormai so fare tutto anche ad occhi chiusi e vado alla caldaia. Arrivo li davanti e mi ricordo che essendo un tipo preciso nella notte ho riavvitato tutto e la caldaia è ritornata una scatola chiusa. Rientro per prendere i cacciaviti, ma mi ricordo presto che essendo un tipo preciso li ho riportati nel luogo dove li ho presi.
Impreco mentalmente contro il cielo, penso, ma non mi do per vinto.
Prendo il resto del cacciavite rotto e provo a risolvere il problema.
L’anno inizia bene perché riesco a fare breccia ed aprire abbastanza per ripristinare la pressione.
A quel punto la caldaia riprende a funzionare.
Cerco quindi di prendermi il mio meritato riposo quando squilla il campanello.
Arriva il primo babbo con due bambine. Poi arriva un’altra coppia con un’altra bambina. Seguita da un’altra coppia senza figli. Arriva nuovamente un’altra coppia con una bambina e poi la coppia con ben tre figli. I bambini hanno età variabile da pochi mesi all’età della ragione.
Ho perso i conti e poi comunque nel pomeriggio arriva qualcun altro, tutti tranne il Bittore.
Una stanza è occupata solo per i cappotti, una stanza è occupata dai bambini e noi rimaniamo intorno al tavolo.
Riappare magicamente tutto quello che era presente alla cena e iniziamo a mangiare nuovamente.
La casa è picccola per tutta questa folla ma sono contento della folla.
Arriva l’ora di cena e dobbiamo risolvere il grande dilemma.
Ognuno a casa propria o ceniamo tutti insieme? Ovviamente la seconda è scelta ovvia.
Non sono in grado di contare tutta la tribù ma suppongo che le pentole potrebbero essere non sufficienti.
Poco male decidiamo di fare due turni, prima la prole e poi gli adulti.
Devo prendere tre pentole per scaldare la pasta necessaria per metà tribù.
Poi scolare ad intermittenza con un solo scolapasta e condire.
A questo punto ci accorgiamo che la pasta non è abbastanza per tutti, ma per fortuna c’è qualcuno che ha la pasta in macchina. I pacchi dono viveri di Natale sono sempre utili.
Dopo avere dato una pulita veloce si riparte con il secondo turno.
Il fuoco è alto sotto le piccole pentole ed inizia a serpeggiare un odore di plastica bruciata.
Niente di grave, nessun danno e riusciamo anche questa volta a cuocere tutta la pasta.
Dopo cena Parrucca esce con la domanda: “Ci sono problemi se ci fermiamo a dormire qui?”.
Per me i problemi non ci sono, il posto c’è, ma ovviamente mancano le lenzuola e le coperte.
Alla fine usciamo tutti, io compreso perché vado a salutare un gatto che è solo da un giorno e soffre di solitudine.
E di nuovo notte, sono veramente stanco e torno a casa. Lavo tutti i piatti e poi vado a letto in una casa ormai vuota ma decisamente calda.